domenica 2 dicembre 2018


Mercoledì 12 dicembre 2018 – ore 20.45
Auditorium D.Bertotto (Scuola Media D.Ferrari)
Ingresso Libero

“Tecnologia e Filosofia.
Cosa c’è di veramente nuovo nelle ‘nuove tecnologie?’
Un salto qualitativo nell’esperienza umana:
Internet, Big Data, algoritmi robot e biomedicina.”

  
Relatore: Fiorello Casi 
    Informatico-Docente di Etica delle nuove tecnologie                                         Università di Torino                                                                        
Viviamo immersi nell’ambiente creato dalle nuove tecnologie. Internet, smartphone, tablet, PC, IoT, dispositivi autoregolati sono ciò di cui facciamo costantemente uso. Ma a volte nasce il dubbio di non essere tanto noi a utilizzare questi apparati, quanto piuttosto di esserne utilizzati.
L’incontro ha l’intenzione di riflettere sul nostro rapporto con le nuove tecnologie e su come tale rapporto può essere realizzato eticamente, in un confronto con i criteri e le procedure che contraddistinguono l’agire tecnologico. Dopo aver distinto tecnica e tecnologia e aver analizzato nel dettaglio alcune tecnologie emergenti, cercheremo di illustrare i modi in cui, attraverso un approccio (anche) filosofico, vengono affrontate molte questioni di grande attualità: lo scopo è di mostrare come solo un preventivo approfondimento in chiave etica dei problemi legati all’ultima frontiera tecnologica che verranno illustrati, possa rendere davvero efficaci i tentativi di soluzione proposti.
Il Relatore

martedì 20 novembre 2018


Mercoledì 28 novembre 2018 – ore 15.30
Biblioteca Comunale “Primo Levi” Via IV novembre 19
Ingresso Libero

“La condizione neomoderna:
 un nuovo pensiero per l’Europa”
  

Relatore: Roberto Mordacci
Docente di Filosofia morale
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
                                                                       
La cultura europea si trova oggi in uno stato di profonda crisi, che secondo molti è definito dall'idea di "post-moderno": la tesi è che i sogni, le certezze e le aspirazioni della modernità sono finiti, anzitutto perché si sono rivelati o illusori o, peggio, portatori di catastrofi. Questa diagnosi, che ha avuto lungo corso e che è ancora ripetuta spesso oggi, è sbagliata per varie ragioni: perché non coglie gli elementi vivi della modernità, perché fa di tutto il moderno un blocco unico e perché è un'idea deprimente. Ma soprattutto il postmoderno è una diagnosi che non coglie la realtà attuale, in pieno movimento e nella tensione di un cambiamento che può persino essere un'occasione per guardare avanti con fiducia. Un pensiero del futuro come luogo del possibile e delle opportunità è la chiave proprio per non cadere nell'abisso. Questo pensiero può partire proprio dall'idea di neomoderno e in particolare da ciò che questo significa per l'Europa. 
Il Relatore

lunedì 5 novembre 2018


Martedì 13 novembre 2018 – ore 15.30
Biblioteca Comunale “Primo Levi”
Ingresso Libero
  
“Tecnologia, meraviglia e smarrimento: consapevoli o passivi?”



Relatore: Gianni Colombo
Docente esterno Politecnico di Torino
ex Direttore Istituto Mario Boella        
                                                                                                                                   
Nel seminario saranno trattati alcuni temi di natura tecnica e filosofica che oggi accompagnano il formidabile sviluppo della tecnologia con l'intento di sollecitare, anche attraverso degli esempi, alcune riflessioni utili a mettere a fuoco il nostro rapporto con la tecnologia e la responsabilità individuale e collettiva che ne consegue.

lunedì 15 ottobre 2018


Mercoledì 24 ottobre 2018 – h.20.45
Auditorium D.Bertotto (Scuola Media D.Ferrari)
Ingresso Libero

“Sexy Robot.
Etica, amore e sessualità del futuro”


 Relatore: Maurizio Balistrieri
Docente di Bioetica - Università di Torino
                                                                                                                                              
Lo sviluppo scientifico e tecnologico dei prossimi decenni potrebbe trasformare profondamente le nostre società. Sex robot, sexy robot, robot per il sesso, macchine pensate per sostituire gli umani, anche a letto. Sì avete capito bene. Faremo sesso con un robot, in un futuro non tanto lontano. La fantascienza stavolta non c’entra. I robot del sesso sono già una realtà: per il momento i prototipi sono alquanto grezzi e assai poco sofisticati, ma in futuro la tecnologia sarà in grado di produrre copie sempre più simili all’uomo capaci di interagire con gli esseri umani rispondendo a specifici stimoli vocali, visivi e tattili. Sapranno riconoscere l'interlocutore, ne comprenderanno lo stato d'animo e impareranno a conoscerne gusti e preferenze. Ma cosa ne sarà dell’amore se le nostre relazioni sessuali si consumeranno con una macchina? Cosa avverrà al mondo del sesso a pagamento e della pornografia? I sex robot aumenteranno o diminuiranno la violenza sessuale?   
‘Il Relatore’

martedì 2 ottobre 2018


Mercoledì 10 ottobre 2018 – ore 20.45
Auditorium D.Bertotto (Scuola Media D.Ferrari)


“La folle corsa delle tecnologie digitali:
dai Big Data all’Intelligenza Artificiale

 Relatore Prof. Marco Mezzalama
  Docente di Sistemi di Elaborazione Politecnico di Torino
                                                                                                                                               
La conferenza tratta il tema dell’evoluzione delle tecnologie digitali e del loro impatto sul contesto economico, industriale e sociale ai nostri giorni. E’ sufficiente ricordare che negli ultimi 30 anni la capacità di elaborazione dei computer e dei processori è cresciuta di 1 milione di volte e il costo per unità di calcolo è diminuito di 10 milioni di volte. Prestazioni che nessuna tecnologia ha mai avuto fino ad ora.
Tra tutte queste tecnologie quelle che oggi appaiono più rilevanti sono i “big data” (cioè la capacità di generare, memorizzare, trasmettere e elaborare grandi quantità di dati: ogni anno si producono in rete mille miliardi di miliardi di caratteri!), l’”Internet delle cose (IoT)” (cioè la capacità di far tramettere informazioni tra oggetti, come nella domotica o casa intelligente) e l’”intelligenza artificiale” (la nuova tecnologia che rischia di rendere obsoleto il nostro cervello e di delegare ai computer decisioni anche nel campo sanitario o etico).
Di ciascuna di queste tecnologie si analizzeranno le caratteristiche tecnologiche e i risvolti economici, sociali e etici.
‘Il Relatore’

domenica 23 settembre 2018


PROGRAMMA  2018 / 2019
con il patrocinio del Comune di Avigliana


FUTURI


PRIMA PARTE

Mercoledì 10 ottobre 2018
Auditorium ore 20,45
Prof. Marco Mezzalama
Docente di Sistemi di Elaborazione - Politecnico di Torino
“La folle corsa delle tecnologie digitali: dai Big Data all’Intelligenza Artificiale


Mercoledì 24 ottobre 2018
Auditorium ore 20,45
Prof. Maurizio Balistrieri
Docente di Bioetica – Università di Torino
“Sexy Robot. Etica, amore e sessualità del futuro”

                                             
Martedì 13 novembre 2018
Biblioteca ore 15,30
Prof. Gianni Colombo
Docente esterno del Politecnico di Torino – ex Direttore Istituto Mario Boella
“Tecnologia, meraviglia e smarrimento: consapevoli o passivi?”


Mercoledì 28 novembre 2018
Biblioteca ore 15,30
Prof. Roberto Mordacci
Docente di Filosofia morale – Università Vita-Salute  San Raffaele, Milano
“La condizione neomoderna: un nuovo pensiero per l’Europa”

   
Mercoledì 12 dicembre 2018
Auditorium ore 20,45
Prof. Fiorello Casi
Informatico - Docente di Etica delle nuove tecnologie – Università di Torino
“Tecnologia e Filosofia. Cosa c’è di veramente nuovo nelle “nuove tecnologie”?
Un salto qualitativo nell’esperienza umana: Internet, Big Data, algoritmi, robot, e biomedicina”.
                                         



SECONDA PARTE


Mercoledì 13 febbraio 2019
Auditorium ore 20,45
Dott. Lorenzo Gianotti - già Senatore della Repubblica
“Un secolo di Russia: dalla rivoluzione bolscevica a Putin”


Martedì 26  febbraio 2019
Biblioteca ore 20,45
Prof.ssa Aurora Tabone
Co-Curatrice del Museo Valsusino della Resistenza – ANPI Condove /Caprie
“Viaggio fotografico in Russia fra leggende, modernità e letteratura”


Mercoledì 13  marzo 2019
Auditorium ore 20,45
Dott. Giovanni Ferrero
Pres. ISMEL (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali)
Il futuro del lavoro”


Mercoledì 27 marzo 2019
Auditorium ore 20,45
Arch. Giorgio Ferraris
“I diversi modi di abitare il paesaggio, fra passato e futuro”


Aprile 2019
(da definire)

                                      Dott.ssa Valentina Consoli  - Archeologa classica
                                      Dott. Federico Bottigliengo - Egittologo
“Dall’aldiquà all’aldilà: pianificazione urbana e funeraria nel mondo antico”
(in collaborazione con il Gruppo Archeologico Aviglianese)
   



Sedi incontri:

Auditorium “Daniele Bertotto”
Scuola Media “Defendente Ferrari”
Via Cavalieri di Vittorio Veneto, 3

Biblioteca Comunale “Primo Levi”
Via IV Novembre 19

lunedì 16 luglio 2018

A conclusione delle attività 2017/2018, ringraziamo tutti coloro che hanno seguito le nostre proposte culturali, con la speranza che il nuovo programma sia ugualmente gradito.


BUONA ESTATE!!

Il programma 2018/2019 sarà presentato in autunno in prossimità dell'avvio delle attività.

sabato 5 maggio 2018


Mercoledì 9 maggio 2018 – ore 20,45
Sala consiliare del Comune di Avigliana. p.zza Conte Rosso 7


 La specificità
 dell'immigrazione cinese
in Italia



 Giovanni Andornino
Docente di Relazioni internazionali dell'Asia orientale
Università di Torino 


Il ruolo della Cina nello scacchiere internazionale assume una rilevanza sempre più evidente in una varietà di ambiti. Ma la Cina a noi più prossima non è il grande paese che sta diventando epicentro degli equilibri in Asia: sono invece i cinesi di casa nostra, che abbiamo imparato a conoscere come la quarta popolazione straniera residente in Italia per consistenza. Chi sono, da dove vengono, cosa cercano in Italia e come possiamo comprendere meglio la cultura di cui sono portatori e che occorre far dialogare con la nostra affinché le relazioni reciproche esprimano il loro pieno potenziale?

lunedì 16 aprile 2018






Mercoledì 18 aprile 2018 – ore 20,45
Auditorium D. Bertotto – Scuola D. Ferrari
via Cavalieri di Vittorio Veneto 3




 VOGLIA DI NERO
La destra radicale del terzo millennio
in Italia e in Europa
________

Claudio Vercelli
Ricercatore Istituto Salvemini


Il fascismo non ritorna poiché non se ne è mai del tutto andato. La storia dell’Italia si intreccia con il calco e il deposito lasciati dall’esperienza del Ventennio e poi recuperati dalle organizzazioni neofasciste, dal 1945 in poi. Tuttavia, prima ancora che un fenomeno politico, il neofascismo 2.0 si manifesta come un incrocio tra pensieri, atteggiamenti, stili di condotta e pregiudizi fortemente radicali in alcuni settori della collettività. Il nesso tra razzismi e populismi come anche con il “sovranismo”, ossia il richiamo ad un’identità nazionale intesa come rigido rifiuto del pluralismo, la difesa dalla “minaccia” costituita dalle migrazioni, la diffidenza qualunquista nei confronti della democrazia, l’avversione verso l’Unione Europea, sono elementi che delineano una cornice dentro la quale si esprime un modo di intendersi come “fascisti del terzo millennio”. A ciò si aggiunge la diffusione del web, la sua natura di spazio virtuale all’interno del quale la libertà di espressione si incontra con la licenza all’avversione. Ragionarci insieme, delineando la situazione italiana ma anche il quadro europeo, è utile per capire quale sia la reale dimensione di un fenomeno che si accompagna, come un’ombra cupa, alle trasformazioni delle democrazie costituzionali.

martedì 3 aprile 2018




Mercoledì 11 aprile 2018 – ore 20,45
Auditorium D. Bertotto – Scuola D. Ferrari
via Cavalieri di Vittorio Veneto 3

 MEMORIA 
 E TERRITORIO 



Egidio Dansero
Docente di Geografia politica ed economica
Università di Torino - Dipartimento Culture Politica Società
Docente di Cooperazione internazionale: spazi, approcci e politiche
Politiche del territorio e sostenibilità

Il rapporto “memoria e territorio” può essere affrontato da diversi punti di vista e a diverse scale di analisi (ad es. alla scala micro-locale, o a quella del rapporto tra identità e territorio nazionale), in relazione ai diversi significati e valenze attribuiti ai due termini e alla loro relazione. Il concetto di territorio, in particolare, va visto come insieme di relazioni che legano l’attore umano, individuale e collettivo, alla materialità dello spazio fisico, incessantemente trasformato dall’azione umana, sul piano materiale e simbolico. Non abitiamo l’ambiente, ma un territorio trasformato dall’azione umana che lo gestisce e variamente lo controlla. Questo territorio può essere visto allo stesso tempo come esito di trasformazioni precedenti, e quindi eredità e patrimonio che ci vengono affidati, ma anche progetto, esito di uno sguardo teso al futuro e che lasciamo alle generazioni a venire. La rilettura del territorio e la sua “messa in paesaggio”, per usare letteralmente un’efficace espressione utilizzata in contesto francofono, comporta sempre una relazione molto selettiva con il passato e con la sua memoria, individuale e collettiva. Tuttavia il territorio appare sempre meno capace di conferire stabilità alle relazioni, alla costruzione di processi di identificazione che contribuiscono a dare il senso di una comunità, a fronte di processi di globalizzazione che richiedono di saper pensare lo spazio come un flusso di reti che si agganciano alla materialità fisica del territorio e alle sue rappresentazioni simboliche.
Disastri ambientali, trasformazioni del territorio, ricercate e progettate o paventate e contrastate, delocalizzazioni e rilocalizzazioni di attività economiche, rimettono continuamente in discussione la relazione “memoria e territorio”, quanto si impara dal passato nel costruire un territorio, cosa rimane di questo passato e quale significato acquista nell’oggi. Pensiamo a come sia cambiato nel tempo il significato del Forte di Fenestrelle, da fortezza militare e prigione politica a monumento simbolo, così come le tante aree dismesse (da quelle militari a quelle industriali), talvolta problema, talvolta potenziale risorsa.