domenica 4 giugno 2023

 Gli incontri sono sospesi e riprenderanno ad ottobre


                                   Buone vacanze!!

mercoledì 9 novembre 2022

 

MERCOLEDI'  16 NOVEMBRE  -  ore 20.45
         Auditorium “D.Bertotto” Scuola Media “D.Ferrari”             Via Cavalieri di Vittorio Veneto 3 - Avigliana

 L’Europa di fronte alla guerra in Ucraina:      analisi delle nuove prospettive geopolitiche

                   Relatore: Valter Coralluzzo                             Docente di Relazioni Internazionali Università di Torino

 

Credevamo che dopo la fine della Guerra fredda lo scenario di un conflitto armato in Europa fosse divenuto altamente improbabile, se non impossibile: l’aggressione russa all’Ucraina ha spazzato via una volta per tutte questa illusione. Perché, nel corso dell’ultimo trentennio, la Russia ha mutato progressivamente il proprio atteggiamento nei confronti dell’Occidente e del cosiddetto “estero vicino”, orientandosi verso una politica estera sempre più assertiva ed aggressiva? Quali sono i reali motivi di un conflitto che a molti appare una guerra per procura tra Russia e Stati Uniti? Le sanzioni produrranno l’effetto desiderato o finiranno per provocare danni soprattutto all’Europa? C’è il rischio che la guerra si estenda all’intero continente europeo e che possano venir impiegate le armi nucleari? È ancora possibile una soluzione diplomatica della crisi?

 

sabato 15 ottobre 2022

 

Leggere il nostro presente tra il principio disperazione e il principio speranza: le voci di Gunther Anders e di Ernest Bloch


Giovedì 27 ottobre 2022 – ore 20.45

Auditorium “D.Bertotto” Scuola Media “D,Ferrari”
Via Cavalieri di Vittorio Veneto,3 - Avigliana


Relatore: prof. Leonard Mazzone
Assegnista di ricerca in filosofia sociale e politica Università Bicocca di Milano

 

In un'epoca che ha reso inconcepibile - prima ancora che impraticabile - un'alternativa alle tragedie annunciate del presente, il confronto fra Il principio speranza di Ernst Bloch e Il principio disperazione di Günther Anders rischia facilmente di apparire come un omaggio nostalgico alla storia della filosofia del Novecento, anziché come una provocazione destabilizzante verso la nostra straordinaria capacità di assuefarci al peggio.

Pur rivendicando opposte istanze filosofiche, questi due capolavori filosofici possono rivelarsi - soprattutto oggi - di un'inattualità eretica proprio per la loro comune e inesausta ribellione contro ogni tentazione inerziale.

Il principio speranza è un’esplorazione enciclopedica di questa straordinaria "passione del futuro", che ogni giorno ci invita a leggere in ciò che è già la possibilità del "non ancora" attraverso i nostri sogni a occhi aperti, le opere dello spirito che ci consegnano l'immagine di un mondo migliore, fino ad arrivare alle immagini erotiche capaci di schierare il nostro intero essere contro la morte.

A rendere obsoleto l'uomo, secondo Anders, è il dislivello prometeico fra i prodotti della tecnica e la nostra (in)capacità di immaginarne le conseguenze: anziché realizzare utopie, dovremmo avere il coraggio di immaginare gli effetti catastrofici della nostra inedita capacità distruttiva del mondo, peraltro attestata dal ritorno di un'escalation nucleare che avevamo rimosso dopo il 1989.

Perché non immaginare, allora, una speranza tragica, capace di dare inizio a qualcosa di nuovo grazie alla paura della scomparsa del mondo e, per converso, una disperata ribellione contro la sua distruzione?